RosaBosco: la storia di un seme diventato bosco
C’era una volta un piccolo seme.
Non era un seme come gli altri. Non cresceva nella terra, ma tra le pagine di un album fatto a mano, durante il mio percorso di formazione in puericultura.
In quelle pagine vivevano fiabe, emozioni, colori e piccoli inviti a creare con le mani. Ogni storia lasciava una traccia, ogni emozione diventava qualcosa di concreto da costruire, toccare e custodire.
Poi accadeva qualcosa di speciale.
Le fiabe non rimanevano ferme sulla carta.
Prendevano vita.
Attraverso la Danzatricità®, i bambini potevano entrare nella storia, muoversi dentro le emozioni dei personaggi, saltare, rotolare, immaginare, diventare parte del racconto.
Quello che all’inizio era un semplice atelier ispirato agli Atelier di Reggio Emilia iniziò lentamente a trasformarsi.
Come tutti i semi, anche lui aveva bisogno di tempo.
Di osservazione.
Di ascolto.
Di sperimentazione.
Negli anni ho continuato a raccogliere idee, esperienze, studi e incontri. Ho osservato i bambini, il loro modo di apprendere, di emozionarsi, di creare relazioni con il mondo naturale.
Così l’atelier è cresciuto.
Sono arrivati i materiali naturali.
Le pigne.
Le foglie.
I rametti.
Le pietre.
I profumi.
Le stagioni.
E poi sono arrivate le piante.
Non più semplici elementi decorativi, ma compagne di viaggio da osservare, ascoltare e conoscere.
RosaBosco è diventato un luogo dove la natura entra negli spazi indoor e incontra l’immaginazione dei bambini.
Un luogo dove si ascoltano storie, si costruiscono piccoli tesori, si danza, si sperimenta, si osserva e ci si meraviglia.
Un luogo dove la natura non viene spiegata.
Viene vissuta.
Per questo oggi non considero più RosaBosco soltanto un atelier.
Lo considero un metodo in continua evoluzione.
Un metodo che intreccia fiaba, natura, movimento, creatività, educazione emozionale e relazione.
Un metodo che continua a crescere insieme ai bambini che lo attraversano.
Il primo luogo che ha accolto e messo alla prova questo sogno è stato il meraviglioso scenario dei Giardini di Michele – Terra di Ea, a Tortoreto, dove RosaBosco ha iniziato a prendere forma tra natura, famiglie e meraviglia.
Oggi il bosco continua a crescere.
È possibile vivere l’esperienza RosaBosco attraverso percorsi, incontri e laboratori dedicati a bambini e famiglie.
Per l’estate 2026 RosaBosco sarà presente:
🌿 ogni lunedì per l’intera giornata presso Adriatic Summer Village di Giulianova;
🌿 ogni martedì dalle 18:00 alle 19:00 presso Lu Svecciatore – Punto Macrobiotico di Giulianova.
E il viaggio non finisce qui.
Perché RosaBosco è nato da una fiaba.
E come tutte le fiabe più belle, continua ancora a scrivere nuove pagine.
mercoledì 24 giugno 2026
martedì 16 giugno 2026
domenica 14 giugno 2026
Gufo Gigio
C’era una volta a Bosco Grigio un gufo di nome Gigio.
Gufo Gigio dormiva tutto il giorno e la notte vegliava sul bosco.
Quando la luna saliva nel cielo e il lupo ululava,
Gufo Gigio usciva dal suo albero e cantava:
«Uh uh uh!»
Quello era il segnale per tutti i cuccioli della foresta che l’ora della nanna era giunta.
Allora i coniglietti saltavano dentro i loro letti e si addormentavano tutti stretti stretti.
I cerbiatti si accoccolavano vicino alle loro mamme, coccolati dal caldo tepore del loro pelo e dal dolce battito del loro cuore:
tum-tum, tum-tum, tum-tum.
E le talpe? Oh, le talpe dormivano già da un pezzo!
Al sicuro nelle loro tane sotterranee, restavano in letargo per tutto l’inverno, sognando prati fioriti e tiepidi raggi di sole.
Una notte, da un cespuglio si sentì un sibilo:
«SSSSS...»
Era un serpente.... che voleva mangiare i coniglietti.
Mentre si avvicinava alla tana, Gufo Gigio lo vide e, senza fargli la bua, lo prese con i suoi artigli e lo portò via dal bosco.
Quando fu abbastanza lontano, lo lasciò andare e gli disse:
— Non tornare mai più!
Il serpente, che sapeva di essere stato un birbante, si scusò e se ne andò.
Quando Gufo Gigio tornò al suo albero, ad aspettarlo c’erano i coniglietti per ringraziarlo.
Poi, da una nuvoletta, fece capolino il sole, portando con sé i raggi rosa del mattino.
Gufo Gigio fece un grande sbadiglio.
— Che sonno!
Poi, barcollando, rientrò nella sua casa sull’albero.
Si lavò il becco, gli artigli e bevve un sorso d’acqua.
Prese la sua coperta per fare il sacco della nanna.
Poi si adagiò sul suo letto di foglie secche e lì chiuse i suoi grandi occhi stanchi.
Buona notte, Gufo Gigio. Fai bei sogni. ♡ 🦉🌙✨
Iscriviti a:
Post (Atom)










