Gufo Gigio dormiva tutto il giorno e la notte vegliava sul bosco.
Quando la luna saliva nel cielo e il lupo ululava,
Gufo Gigio usciva dal suo albero e cantava:
«Uh uh uh!»
Quello era il segnale per tutti i cuccioli della foresta che l’ora della nanna era giunta.
Allora i coniglietti saltavano dentro i loro letti e si addormentavano tutti stretti stretti.
I cerbiatti si accoccolavano vicino alle loro mamme, coccolati dal caldo tepore del loro pelo e dal dolce battito del loro cuore:
tum-tum, tum-tum, tum-tum.
E le talpe? Oh, le talpe dormivano già da un pezzo!
Al sicuro nelle loro tane sotterranee, restavano in letargo per tutto l’inverno, sognando prati fioriti e tiepidi raggi di sole.
Una notte, da un cespuglio si sentì un sibilo:
«SSSSS...»
Era un serpente.... che voleva mangiare i coniglietti.
Mentre si avvicinava alla tana, Gufo Gigio lo vide e, senza fargli la bua, lo prese con i suoi artigli e lo portò via dal bosco.
Quando fu abbastanza lontano, lo lasciò andare e gli disse:
— Non tornare mai più!
Il serpente, che sapeva di essere stato un birbante, si scusò e se ne andò.
Quando Gufo Gigio tornò al suo albero, ad aspettarlo c’erano i coniglietti per ringraziarlo.
Poi, da una nuvoletta, fece capolino il sole, portando con sé i raggi rosa del mattino.
Gufo Gigio fece un grande sbadiglio.
— Che sonno!
Poi, barcollando, rientrò nella sua casa sull’albero.
Si lavò il becco, gli artigli e bevve un sorso d’acqua.
Prese la sua coperta per fare il sacco della nanna.
Poi si adagiò sul suo letto di foglie secche e lì chiuse i suoi grandi occhi stanchi.
Buona notte, Gufo Gigio. Fai bei sogni. ♡ 🦉🌙✨









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