martedì 26 marzo 2024

Nanna sicura: Lollipop Baby Monitor

 



“ Mio figlio dorme tutta la notte nel suo lettino da appena nato…”

Almeno una volta da quando siete diventate madri avrete sicuramente sentito dire questa affermazione. Se l’avete sentita solo una volta ritenetevi fortunate! 

Sicuramente le mamme che avranno sentito dire milioni di volte questa litania invece, la maggior parte avrà pensato che fosse la regola che un bambino dorma tutta la notte. Ma tranquille non è così!

Tutti i neonati, specialmente nel primo mese di vita, sia se allattati artificialmente e sia con latte materno, hanno dei risvegli fisiologici notturni. Qualora il neonato non si dovesse svegliare, è la mamma che dopo 3/4 ore massimo, DEVE andare a disturbare il piccolo e dargli a bere. Questo perché un bambino che dorme tutta la notte non è soltanto un’eccezione, ma pericoloso. Il neonato ha bisogno di risvegliarsi, perché un lungo sonno oltre a influire negativamente sull’allattamento materno, potrebbe portare a un’ipoglicemia e a un conseguente stato comatoso.

Non esistono mamme che hanno la verità universale e assoluta su tutti bambini, ma esistono consigli universali per una nanna sicura e per prevenire la SIDS.

Ecco la lista dei consigli per una nanna sicura. 

~Sicuramente al primo posto troviamo: Posizione A PANCIA IN SU!

Il neonato DEVE dormire in posizione SUPINA. Non dilato, e soprattutto non a pancia in giù. Alcune mamme preferiscono metterli a pancia in giù perché i neonati hanno un sonno più profondo.ma a meno che non sia l’ora del Tummy Time è PERICOLOSO. Anche dilato può dare la forza illusione al genitore che il bimbo rigurgitando non abbia problemi. È proprio il contrario! Essendo disteso il bambino rigurgitando con la testa di lato c’è il rischio che quel rigurgito possa essere ispirato dal naso e quindi bloccare le vie aeree. Tutto ciò non accade nella posizione supina che grazie anche a un riflesso simile la Gag Reflex riesce a lasciare libere le coane. 

~ i risvegli notturni. Come già detto all’inizio i risvegli notturni sono fisiologici e vitali per l’allattamento e la sopravvivenza del neonato durante il primo mese di vita. E i risvegli vanno accettati e non evitati ( evitandoli magari con il ciuccio)

~ SI al succhiotto, dopo le prime due settimane di vita, può essere un valido aiuto sia per calmare il bambino durante il giorno e per aiutarlo a entrare nel sonno, sia per tenere il bambino attivo mentre dorme favorendo un contatto con la realtà.  inoltre il ciuccio può essere un valido aiuto se il piccolo risultasse pigro nel poppare.dare il ciuccio, soprattutto nei bambini prematuri è consigliato come allenamento. Questo non vuol dire però, che nel caso il neonato dovesse risvegliarsi la notte, si debba dare il ciuccio al posto del seno o del biberon. E questo avrebbe effetto opposto.

~ NO AI DUDU!!! I neonati riconoscono a malapena i volti dei genitori, che vedono anche in maniera molto sfocata, non hanno bisogno di Dudu o peluche che potrebbero soffocarli! 

La funzione del dudu come “profumo della mamma” la si può avere in maniera più sicura ottimizzandola anche, con delle mussole in cotone. La mamma può tenere come fascia intorno al seno A PELLE una mussola. Questa dopo una ventina di minuti assorbirà l’odore vero della mamma. Utilizzate questa mussola per avvolgere il vostro bambino, in questo modo eviterete il riflesso di moro, il piccolo si sentirà avvolto e al sicuro, e grazie al profumo del tessuto penserà di essere tra le braccia della mamma. 

~ NO al CUSCINO! Il neonato non ha bisogno di cuscini. Se allattato al seno non avrete bisogno nemmeno che faccia obbligatoriamente il ruttino (cosa invece è consigliabile per il latte in formula). Se il piccolo soffre di rigurgito oppure raffreddato, in commercio è possibile trovare lettini reclinabili oppure potete utilizzare un asciugamano da porre arrotolato sotto il materasso, o un cuscino da mettere sempre sotto il materasso. 

~ NO A FASCIATURE/ SACCHI NANNA con condizione. 

Non è obbligatorio fasciare il proprio neonato. Tuttavia la fasciatura dona un senso di avvolgimento e sicurezza favorendo così un sonno tranquillo. Tuttavia la fasciatura, come anche i sacchi nanna vanno a impedire il riflesso RTCA, che aiuta il neonato a non rotolare. Pertanto nel caso battiate per una fasciatura bloccate gli arti inferiori con le coperte, oppure optate per un riduttore del lettino con altezza bassa. 

~ LATTE MATERNO. Allattare al seno fornisce al piccolo un nutrimento personalizzato e ricco di sostanze nutritive fondamentali per la crescita dell’organismo e del microbioma. Inoltre l’allattamento materno va a creare più affondo e più velocemente la simbiosi nella divide mamma bambino.l’amigdala e l’ipofisi lavorano insieme, a stretto contatto e se il bambino si trova in uno stato di pericolo la madre si sveglierà , sentendo grazie alla prolattina me non la stanchezza in modo da poter vegliare sul bambino senza accusarla.

~ Il lettino per il primo anno di vita del bambino deve avere un materasso essere morbido o semi morbido. Deve inoltre essere posto nella camera dei genitori, vicino a letto matrimoniale. Consigliatissime le culle co- sleeping o le ceste che evitano il surriscaldamento. Ricordate di far dormire il vostro bambino nel lettino e non in mezzo tuoi genitori. 

~ NO a usare la navetta come lettino. Tenendo conto che: usare la navetta come lettino per il neonato espone il bambino a batteri e virus esterni, che nemmeno disinfettando ogni volta la navetta possono essere eliminati; il bambino avrà difficoltà a dormire perché non riconoscerà la navetta come luogo di nanna perché per via dell’odore gli ricorderà le passeggiate; la navetta essendo in plastica con barriere molto alte e rigide non solo tenderà a surriscaldare il bambino, ma potrebbe rischiare il soffocamento. Quindi è un No categorico!

~ evitate assolutamente fumo, anche quello passivo e Alcol e agenti inquinanti o chimici..

~  rimboccare le coperte al di sotto degli arti superiori, lasciando libere le manine. In questo modo il bambino non potrà buttarsi le coperte sopra il viso. Per lo stesso motivo evitate coperte e lenzuola troppo grandi.

~ la temperatura della stanza deve essere sempre tra i 18 e i 20 gradi. Se pensate che il vostro bambino possa dare troppo caldo troppo freddo le manine non sono indicative, controllate piuttosto la nuca.

La SIDS (sudden infant death syndrome) colpisce i lattanti dal primo mese al fino al primo anno di vita. Le cause di tale sindrome sono tutt’oggi ancora sconosciute. Potrebbero essere anche fattori genetici. 

E pertanto questa sindrome che va ad aggiungersi e sommarsi alle tante ansie genitoriali non fa che aumentare l’inquietudine dei neo genitori. Questi ultimi si trovano nel cuore della notte spesso stanchi e affaticati a non dormire e controllare costantemente il respiro dell’oro piccola avvicinando l’orecchio magari.

Un valido aiuto può essere in questo caso un baby monitor, che nei primi mesi di vita del vostro piccolo controllerà il monitor era il sonno del vostro bambino, allertandovi in casa di pianto o sbalzi del respiro o del battito cardiaco.

La telecamera per bambini Lollipop è un monitor per bambini basato su Wi-Fi. 


Il suo design gommose a forma di lecca lecca lo rende il migliore amico di genitori e bebè. La sua particolarità è la flessibilità, caratteristica che permette a Lollipop di avvolgersi attorno a un qualsiasi supporto e l'applicazione da installare comodamente sul telefono rendono questo lecca lecca cam praticissimo. 


Monitora costantemente il benessere del bambino, rilevando il pianto, i rumori sospetti, la frequenza cardiaca e la respirazione sia di giorno che di notte. La visione notturna potente con obiettivo con LED a infrarossi offre una visione notturna chiara, perché ciò che accade al buio è altrettanto importante. 


Lollipop camera è un valido aiuto per tenere sotto controllo i piccoli quando non siete nella stanza sia che stiano giocando, sia che stiano dormendo. 




 Lollipop camera vi aspetta in tre diverse colorazioni super pastellose: Candy, Pistacchio e Turchese, negli Store online e negli shop per l' infanzia.



Buona nanna a genitori e bambini 🌚



martedì 23 gennaio 2024

La Danza dei Fiocchi di Neve ❄️

 



Sapete bambini, da dove vengono i fiocchi di neve? 

Li avete mai assaggiati?

I fiocchi sono freddi si, ma si sciolgono in bocca. Sono dolci come il miele e ricordano lo zucchero a velo. 

Perché vi chiedete? 

Perché vengono dal Regno dei dolci, ove regna con tutta la sua dolcezza la fata confetto.

È dal camino delle cucine reali che volano via i fiocchi di neve buoni e gelati. Attraversano le strade ghiacciate trainati da un gruppo di fate. 

Le fate suonano con i loro piccoli violìni e unendosi in danza con il vento freddo “ GELO ” inizia lieve,  la danza dei fiocchi di neve.

I bambini che abitavano la piccola iurta a BiancoBosco osservavano i piccoli fiocchi di neve volteggiare intorno al bosco. 

In quel piccolo mondo di ghiaccio e neve scivolava il valzer dei fiocchi di neve. 

La tempesta era forte, il vento soffiava: “ fiuuu” cantava. La melodia si faceva più veloce e i fiocchi di neve svolazzavano controluce.

Che sorrisi lieti avevano i fiocchi con i loro candidi abiti bianchi.

Rapidi e leggeri con piroette e arabesque. Con eleganza ballavano per poi posarsi a terra con gli altri piano piano.

Shh… spirava allora il vento. La tempesta era finita.

C’era la pace e anche i bambini parlavano sottovoce.

I bimbi aspettavano da giorni quel momento. Volevano uscire ora che finalmente i fiocchi erano diventati insieme neve.

Uscire a fare cosa vi chiederete? Volevano fare un pupazzo di neve!

Purtroppo il vento che si era raffreddato fece un starnuto: “ ecciu!” E con quello spazzò via le nuvole nere e poi dopo un bel colpo di tosse il sole spuntò per riscaldarlo.

Era un bel guaio! Con tutto questo sole la neve si stava sciogliendo e i fiocchi di neve già stavano svanendo.

Tutti erano tristi: i fiocchi, le fate e i pure i bimbi .

Allora fata confetto arrivò con una slitta portando dal regno: dolci, tutti i cuochi e persino un orchestra.

Dopo una lunga confabulazione la fata fece la sua magia.

L’orchestra suonò una melodia che ricordava le fredde onde del mare e i fiocchi si trasformarono in chicchi di sale. 

Ora non si scioglievano più al sole ma brillavano ancora con la luce e imbiancavano tutto il bosco come neve.

I bambini fecero il loro pupazzo di neve e quella fu l’unica volta che i fiocchi di neve ebbero il sapore del sale.

Non erano più così buoni da mangiare ma il pupazzo di neve non smise mai di stare lì a abitare.

Perciò se andate nella iurta di BiancoBosco troverete ancora oggi il pupazzo di neve pronto a salutarvi con il valzer di fiocchi di neve.



sabato 6 gennaio 2024

La vera storia della Befana




A Betlemme in una stalla accanto a un bue e a un asinello era nato un bambino.
Tutti: pastori, animali e persino una stella cometa si erano fermati a rimirare e gioire di tanta meraviglia.
Un nuovo mondo fatto di gentilezza e amore sarebbe iniziato in quell’istante.
Per questo anche i Re Magi dall’oriente lontano, cercavano il nuovo nato.
Oro, incenso e mirra portavano sui loro cammelli dorati. Erano partiti per donarli eppure non sapevano a chi e dove consegnarli.
Nel freddo gelido della notte tra le dune del deserto i Re Magi scorsero una casa ove un vecchia signora era intenta a pulire.
L’anziana donna con una grande scopa in vimini nera spazzava il cortile incurante del buio e del gelo .

I tre Re si avvicinarono con maestosità e giunti di fronte alla signora le chiesero: “ Buona Signora, sa indicarci la via per il Messia? Vorremmo porgere i nostri omaggi al bambino venuto dal cielo.” .
La vecchia non aveva idea di cosa stessero parlando quei tre illustri e rispose: “ In questa landa desolata non è mai nato nessun bambino. Ho le mie cose da fare non seccatemi con queste storie. Non ho tempo da perdere io!”

Uno dei Magi risentito dalle irte parole disse : “il Messia c’è, è nato! Dio ha mandato una stella grande quanto la luna a vegliare sul figlio in questa notte di gioia…”
- hahaha- rise l’anziana donna - “non vedo alcuna stella in cielo, mio Re, a malapena riesco a vedere la sua sagoma!”
 Accadde tutto in un secondo e in alto nel cielo in un abbaglio che illuminò intorno come fosse mezzogiorno , apparve anche lì la stella cometa mandata dal Signore. 

I Re Magi si congedarono e lesti si avviarono verso la stella. 
La signora restò incredula a guardare il cielo.
nonostante l’età vedeva di nuovo come una bambina. Osservava con speranza e meraviglia.
Il suo cuore diventato negli anni pietra per la sua solitaria vita, ora pulsava vivo e forte nel petto.
Una lacrima calda le bagnò il viso risvegliandola da qual sonno.
Urlò ai Magi: “ Aspettatemi, anche io voglio vedere il santo bambino…-
ma loro erano ormai già lontani. 
Di corsa entrò in casa e in un sacco vuoto di patate butto dentro un po’ di tutto.
Frutta, dolci, carbone e persino delle calze. 
Anche lei voleva portare dei doni al bambino.
Certo non sarebbero stati doni luccicanti come quelli dei Magi. 
I suoi doni erano semplici e pratici, ma comunque preziosi.
In fretta chiuse la porta dietro di sé e con la scopa ancora in mano il sacco di patate sulle spalle si avviò alla ricerca di Gesù bambino.
Camminò e camminò senza sosta per quella landa desolata. 
Camminò anche dopo che la stella se ne era andata. 
Finché ormai stanca, decise di regalare quei doni ai bambini di un povero villaggio.
Non aveva trovato il Messia, ma aveva trovato qualcosa di più meraviglioso. 
Si accasciò a terra con un sorriso e dal cielo un angelo le accarezzò il viso.
Era l’angelo Gabriele.
 Vedendo tanta fede rinata in quella piccola e arcigna donna tutto il paradiso s’era beato.
Con la benedizione del signore e con lo spirito Santo anche l’anziana diventò un angelo.
Incaricata di portare i doni a tutti i bimbini del mondo, ella coperta di stracci sulla sua scopa, anno dopo anno porta ai nostri piccoli un messaggio benedetto.
Che le cose preziose sono nelle piccole cose.
Le cose di tutti i giorni. 
Gesti quotidiani e momenti delicati.
Ripetitivi ma vitali.
Come il carbone che tiene acceso un fuoco riscaldandoti fino al mattino. Le calze morbide che tengono al caldo i piedini. E i dolci leggeri, che come un premio dopo tanta attesa ricordano che le cose belle arrivano a chi sa aspettare.
Perciò pazientate bambini l’arrivo della Befana, che verrà di notte con le scarpe tutte rotte, 
e il vestito da rammendare.
 Ma arriverà per tutti noi, 
ogni anno per una notte soltanto,
la Befana.



lunedì 30 ottobre 2023

La gatta nera

Copyright illustrazione: @strwbmoth


Una bambina di sei sette mesi veniva a trovarla la pantafica, perché era nata vestita (e la mamma la camicia l’aveva conservata). 

La neonata dormiva tutta la notte fino alle 5 di mattina, quando con urla di paura piangeva chiamando sua madre e facendo fuggire la strega.

Una notte però la piccola non si svegliò mai e il mattino seguente i genitori trovarono la culla vuota. 

Il destino di strega l’aveva presa. La piccola era stata rapita. 

Nessuna delle infinite lacrime versate poté quietare la madre della piccola. Nè la gatta nera, che faceva le fusa seduta sulle gambe della donna potevano rincuorarla da quel dolore.

La vecchia magara del paese, Orsolina di nome faceva, andò a far visita alla mamma di quella bambina. E le disse: 

-“ Se veramente è ritrovare tua figlia quello che vuoi vai alla fontana ai piedi del colle di Santa Maria e lavati con quell’acqua. Prega tutto un giorno e una notte. Quando all’albe torni a casa metti del latte caldo sul tavolo e siedi là a cucire. “ 

Detto questo la strea si alzò tenendo stretto tra le mani nu cenci viecchie. Prima di uscire lo lascio sul tavolo con un ago appuntato.

La donna seguì le istruzioni della fattucchiera. 

Si lavò, pregò in ginocchio senza alzarsi per un giorno e una notte. Quando tornò a casa mise il latte nel piattino della bambina, come buon auspicio. E mentre l’alba arrossava il cielo, in silenzio la genitrice si mise a cucire. 

Cuciva, e cuciva senza senso su quel cencio, quando a un certo punto l’ago dalla mano teso, andò a pungere la zampa della gatta nera intenta a bere dalla ciotola il latte lì di fianco. 

Una goccia di sangue rosso come il fuoco vivo macchiò la pezza cucita. Al posto della gatta nera apparve la bambina scomparsa, nuda.

Al piede sinistro aveva una piccola ferita: quella che l’ago gli avea inferto. Il marchio. Con quello la piccola aveva perso quella virtù.

 -“Zampe di grill e fatiche di hatt!” Esclamò la madre con gioia che subito strinse a se la piccola.

Per evitare che la pantafica tornasse a vendicarsi sulla lattante, la giovane donna lasciò ogni notte una scopa impagliata fuori la porta. 

Per molte notti fuori all’uscio si sentiva una voca contare.

“.1,2,3….100…1199…” era il diavolo che contava le spighe della scopa. Non faceva in tempo a finire che si faceva giorno e doveva fuggire.

Andò avanti così a contare per mesi. Finché una notte non si udì più nulla.

 La bambina era salva. 



Buon Halloween Principesse 🎃🖤


Fonti usati per la fiaba:

- “L’ammidia, storie di streghe d’Abruzzo “ David Ferrante.

- “le superstizioni degli Abruzzesi” Emiliano Giancristofaro.

-“Streghe, dramma, emozione in un mondo che ci appartiene” Franco di Silverio.


martedì 24 ottobre 2023

Lo spirito d’Autunno

Illustrazione: @laivi_illustration   

Vedete il turbinio di foglie dorate che volano e vi circondano mentre camminate? 

E lo sentite il leggero odore di erba umida che il vento porta? È petricore, annusatelo pure!

Lasciatevi abbracciare dal calore del fuoco che scoppietta nei camini. Ballate saltando tra pozzanghere, stagni e acquitrini. 

Scegliete, bambini con coraggio: se aprire l’ombrello o alzare le braccia al cielo. Per accogliere la pioggia sul volto spensierato e giocare come un beato fauno silvano.

Siete pronti per afferrare tutto questo? 

Il gioco inizia adesso.

Prima che ve ne possiate accorgere bambini, passa tutto. E arrivano subito i piumini.

Dura poco questa stagione. 

Bisogna acchiapparla con mano lesta. Tanta pioggia ci aspetta.

Tutta questa meraviglia e la grande magia, insieme alle foglie voleranno presto via.

 Ecco venite, accorrete! 

Lì fuori c’è l’autunno, vi prometto che ve ne innamorerete.


In una cassetta vicino al bosco abitava una piccola famiglia immersa in quell’ambiente fosco.

Iaia e Nanno erano fratello e sorella. Si volevano molto bene, e amavano giocare insieme. 

Erano però come il sole e la luna. 

Iaia nata nel pieno dell’autunno, amava accendere le candele una a una. Restare al buio a sognare, e al chiaro di luna a cucinare e disegnare.

 Si cullava nella tranquilla nostalgia della sua stagione e adorava quando fuori c’era un bell’acquazzone. Guardava con attenzione nella finestra, le gocce di pioggia tuffarsi in giù a far festa. 

Nanno invece, nato al termine dell’estate, aveva in se l’euforia di quelle calde settimane passate. Non gli piaceva affatto la stagione delle piogge e gli mancava la sabbia, il mare e tirare l’acqua sotto le logge. 

Nanno si sentiva triste e sconsolato. 

Soffiava sulla camomilla facendo :- “ fuuu fuuu… “ . Però immaginava di fare tutto d’un sorso: glu, glu. Girare il ghiaccio in un bicchiere, per poi bere ancora tè freddo e mangiare amarene. 

Quanto gli mancavano quei momenti pieni di vela e nuotate! E si chiedeva: “ Uffa, ma quanto manca all’estate?” 

Borbottava sempre Nanno e poi chiudeva il solito libro. Non gli andava proprio nemmeno di mettere un segnalibro.

 - “ Mi annoio…” diceva e borbottava ancora aspettando arrivasse sera.

La sorella stanca di vederlo a terra, lo invitò a fare una torta di zucca e cannella.

-“ Ti farò assaggiare quanto è buono l’autunno. “ Affermò la bambinella con la grinta di un Unno.

Nanno si alzò dal letto e zitto zitto segui sua sorella. 

In una ciotola mescolarono lo zucchero con le uova e la cannella.  Aggiunsero: latte, farina, zucca e burro. Schiacciarono Noci e castagne e poi misero curcuma, miele e mele cotogne.

Misero sopra altra cannella. Con un pizzico di zenzero che mescolarono al latte di asinella. 

Chiusero la torta nel dolce forno.

 Iaia spalancò estasiata gli occhi, e osservò lì dentro come ci fosse unicorni. 

Nanno si era divertito. Il piccolo era ancora arcigno in viso, quando a un tratto appari nella torta un terzo viso. Due occhi un naso e persino una bocca con sorriso… 

La torta che aspettavano di mangiare, non ci crederete: iniziò a parlare!

Dall’antro della cucina, riecheggiava un intensa vocina:

 - “ Sono Frunno, da Mabon provengo e sono uno dei sette spiriti dell’autunno !”

 “ Con il cuore mi avete chiamato. Con un incantesimo mi avete invocato, e ora sono intrappolato!”

Nanno era allibito, Iaia aprì il forno cercando di toccare la torta con un dito.

Nella casa si diffuse il profumo che Frunno schiuse. Era dell’autunno, l’odore dolce di melarose che si posava adagio su tutte le cose. 

Un profumo di boschi, lupi, focacce e caldarroste. Raccontava di walzer dorati, pini, funghi, muschi e irte coste .

 Frunno continuò a chiacchierare: -“ bambini non parlate?” chiese lo spirito ridendo.

 Quel silenzio lo stava offendendo. -“  Dato che nel dolcetto mi avete messo, ora vi faccio uno scherzetto!” -

-“ PER tutte LE FRAGOLE DI BOSCO, Qui ci sono le  foglie secche che mi cadono addosso ! SOFFIA VENTO a più non posso e portale via in un FOSSO!-

Il vento forte del nord entrò dalla finestra, mise tutto a soqquadro in fretta. E mentre il vento persisteva a soffiare lo spirito scherzi continuò a fare. 

“ Frangipane, castagne e tartufini dovete danzare come burattini. SCOPPIA FUOCO e scoppietta, riscaldaci con la tua fiamma, SAETTA. “

Nel forno il fuoco iniziò a divampare e i bambini iniziarono a tremare.

 Frunno non smetteva di gridare: -“ TATATO, TATATo. Corri veloce, ACQUAZ… VIENni… “ 

Non si sentii più nulla.

Frunno era diventato silenzioso come un ramo di betulla. 

Nanno lo aveva mangiato.

Un pezzo di torta, la parte della bocca, il bambino se l’era divorato.

-“ Per le fragole di bosco: com’è buono l’autunno! “ridacchio masticando il goliardico golosone, accarezzando come un vecchietto il suo pancione.

Un piccolo brivido lo fece vibrare, era il pizzico di zenzero rimasto sulla lingua a frizzare. 

Iaia sollevata e felice prese anche lei un pezzo di dolce.

-“ Mmm che bontà questo autunno! “ disse la piccolina.

Che birichino che era il suo fratelletto. A dire il vero era sempre stato un piccolo dispettosetto.

Lo Spirito chiuse gli occhi e volò via dai comignoli passando tra i fichi, e poi ancora via verso lontani echi.

I due bimbetti decisero di inseguirlo. Presero scarpocini, sciarpe e ombrello.

Accoccolati nelle loro cerate danzarono un lento: la melodia dei violìni del vento. 

Raccolsero foglie e fiori e fecero delle corone. 

I fratelli tenendosi per mano a due pie saltavano sul guazzo.

 SLPASH e ancora SPLASH e Splash! Wow che spasso!

Correvano come un areoplano urlando a squarciagola: 

-“ TATATO. TATATO non andare via lontano! “

Non sapevano nemmeno cosa volesse dire. Il significato non importava, ne parlarono all’imbrunire.

La pioggia fitta cadeva e quando arrivò la sera con le lanterne al polso, i due bambini si sedettero vicini al fuoco intonso.

Si narrarono storie di paura. Di streghe che rapivano infanti per trasformarli in neri gatti. 

Sorseggiarono del caldo cioccolato, mentre ammiravano il cielo stellato.

In cuor loro i pupetti, per i divertenti scherzetti, ringraziarono il dolce e antico Frunno.

 Entrambi finalmente, s’erano innamorati dell’autunno.🍁 

sabato 23 settembre 2023

PARTE SECONDA- Il Ballo delle debuttanti




In una notte dove tutto sembrava possibile, mentre la principessa ammirava la luna illuminare di sogni il mondo, ella espresse un desiderio.

Purtroppo non posso svelarvi il desiderio, perché un desiderio svelato non si avvera più. Tuttavia vi posso raccontare che il desiderio della ragazza si avverò.

Mentre ella rifletteva se anche la luna lassù non desiderasse ardentemente scendere laggiù, vide una carrozza farsi strada tra i meandri della città a gran velocità.

Avete letto bene: non un auto, nè un taxi, ma una carrozza dorata con tanto di ruote, cavalli e cocchiere. E si fermò proprio davanti casa della nostra ragazza! 

Senza perder tempo la fanciulla scivolò via dalla finestra al piano di sotto per scoprire chi fosse. 

“ Toc, Toc” bussarono solennemente alla porta. Quando la fanciulla aprí trovò davanti a sè il valletto reale. Vestito di tutto punto, con tanto di regale fascia rossa, coccarda, e cappello con piuma. Prima che lei potesse proferire parola, srotolò una lunga pergamena e lèsse a voce alta: 

“ Udite, udite. Per ordine del Re ogni fanciulla del reame dall’animo nobile e gentile è invitata al gran ballo delle debuttanti, dove saranno proclamate le novizie Disney princess 3D. “

E continuò: “ Ho l’ordine di accompagnare la damigella qui presente dinanzi a me al Gran ballo delle debuttanti. Attenderò ella qui, che si cambi d’abito.” 

Detto questo il valletto arrotolò la pergamena e consegnò una enorme scatola bianca alla fanciulla. 

La giovane non sapeva cosa rispondere. Imbarazzata allungò delicatamente le braccia e prese goffamente il grande pacco. 

Non fece in tempo nemmeno a ringraziarlo, che il valletto fece come per congedarsi, e si mise statuario in attesa vicino alla carrozza.

La piccola chiuse la porta dietro di se, fece due passi avanti e posò la scatola più grande di lei, su di un tavolino all’ingrasso.

“ Non posso crederci…” penso fissando il vuoto.

Non poteva crederci davvero, tant’è vero che corse sbirciando da dietro una tenda della finestra della sala per vedere se fosse tutto vero o stesse sognando.

Il valletto e il cocchiere indisturbati si rilassavano, accarezzando i cavalli e chiacchierando come due amici di lunga data. 

La puella volse lo sguardo nuovamente verso la scatola. 

Era di un affabile bianco perlato e risplendeva come la luna che poc’anzi lei guardava. Un grosso nastro in cotone blu avvolgeva il pacco, come un morbido foulard che impreziosisce e riscalda dal vento pungente della notte il collo. 

Lo sciolse. 

Alzando il coperchio si accorse che non era una semplice scatola, ma uno scrigno prezioso che custodiva con cura l’abito più bello che lei avesse mai visto.

Ella amabilmente, con le dite, lo sfilò dalla custodia. 

Era un voluminoso abito a ballerina. Il corpetto in raso bianco risplendeva. Era il centro di un cuore fatto di strati di tulle e piccoli diamanti. La gonna e le spalline a sbuffo erano di eterea seta d’organza. Color ceruleo. Impalpabile.

Quell’abito sembrava rappresentare tutti i suoi desideri. Quell’abito era parte di lei. Se avesse potuto, e così sarebbe stato, lo avrebbe custodito con amore per sempre.

Lo strinse al petto e andò nella sua stanza a prepararsi.

Quando riscese, si fermò dinanzi lo specchio per un ultimo sguardo.

“ Poteva davvero essere tutto vero? “ Con quell’abito tutto era possibile.

Perciò si fece coraggio. Anche fosse stato un sogno tanto valeva viverlo fino in fondo e l’indomani avere un nuovo sogno da realizzare.

Prima di uscire però andò dietro casa nell’orto. Prese una cesta con delle carote, dove si accorse che dei topolini si erano nascosti. Quando uscirono le prese un colpo e quasi stava per cadere su di una zucca. Come un equilibrista riuscì a restare diritta. Salutò i topolini, che quasi avrebbe voluto portare con se al ballo, fece un’occhiataccia amichevole alla zucca sulla quale era inciampata e finalmente uscì di casa. 

Le carote erano per i cavalli. “ Chissà quanta strada avevano fatto e quanta altra ne avrebbero dovuta fare. Magari vogliono rifocillarsi un poco. “ Spiegò la fanciulla. Il valletto che era stato fin dall’inizio tutto d’un pezzo si fece dolce in viso e accennò un piccolo sorriso. Il cocchiere ringraziò e la carrozza con a bordo la principessa poco dopo partì. 

La carrozza si faceva strada silenziosa nel cuore della notte per le vie della città. Fino a quando si discosto dalla strada e prese un sentiero sferrato, buio e tetro. La principessa vedeva solo dei tronchi di alberi ai lati del viottolo quando i fari della carrozza vi passavano vicino. 

A un tratto il percorso si rischiarò. Il paesaggio di città lasciò il cammino a un notturno bosco autunnale. Ai lati del corso degli antichi lampioni mostravano lo scenario con la loro luce calda. L’odore forte di petricore invase la carrozza dorata, mentre gli animali del bosco insieme al vento, suonavano una melodia tutto loro. Una melodia che accompagnava il cocchio che si appropinquava sempre di più al palazzo reale, inghiottito dal foliage che lentamente mutava dal verde, al giallo, al dorato, all’arancione fino al rosso.

Il palazzo li attendeva vivo su di un altura, vegliato dall’alto da una immensa luna sorniona.

La storia continua…

Nel frattempo per continuare a sognare, se anche voi siete dei principi o delle principesse, vi invito a seguire le Disney Princess 3D su Instagram. Anche loro si sono agghindate a festa per partecipare come madrine al Gran Ballo delle debuttanti di Lago Maggiore.

#Disneyprincess3D @Disneyprincess3D

Illustrazione di @rozenberry dal titolo “ Cinderella “.

mercoledì 7 giugno 2023

Ninna Nanna bilingue per birbanti

 


Piccolino fai la nanna!

Con i tuoi bei boccoletti.

Ti si arricciano i capelli,

quando fai i capricetti.

Se vuoi giocare ancora a palla,

 disegnane una sul book della nonna.

Se non vuoi più mangiare, 

il latte caldo da papà ti farai dare.

Ti vedo sbadigliare:

è ora di andare a dormire!

La rain cade sul tetto 

e anche le cars spengono il motore e vanno a letto.

Piccolino fai la nanna!

Con i tuoi bei boccoletti. 

Ti si arricciano i capelli quando fai i capricetti.

Sei un piccolo birichino

Cambiamo il pannolino 

e dopo questa filastrocca

Via giu sotto nel lettino. 

Piccolino fai la nanna!

Con i tuoi bei boccoletti. 

Ti si arricciano i capelli quando fai i capricetti.

Una coccola ancora,

e ora sotto le lenzuola.

È la mamma che ti dice:

ti amo mio birbante

Sogna bene, sogna la palla, che domani ci giochiamo ancora.


Le fiabe di NenéDesign byiolecal